Tecnargilla, anche in questa sua ventesima edizione, ha proposto alcune novità che testimoniano una costante capacità di rinnovamento dei produttori italiani di macchinari per l’industria ceramica. Una risposta efficace sul fronte tecnologico alle domande del mercato. Una di queste ha destato particolare interesse fra gli operatori e gli stessi visitatori della rassegna di Rimini. E’ stata proposta dall’azienda fioranese “LB” che, per la prima volta, ha presentato un’immagine disé diversa dal solito. Conosciuta in tutto il mondo perché azienda leader nello sviluppo tecnico e tecnologico del gres porcellanato d’alto valore estetico, quest’anno, pur mantenendo queste peculiarità, ha presentato altri due “filoni” d’attività: uno seguito da anni, è la macinazione a secco applicabile agli impasti ceramici, ma non solo. L’altro è stato quello dei premiscelati attraverso impianti di dosaggio, miscelazione per la produzione di materiali (adesivi per piastrelle, premiscelati a base cementizia, sigillanti, fondi, malte, intonaci). Sulla tecnologia del grès porcellanato, laLB ha presentato “Format 206”, un processo rivoluzionario assolutamente innovativo. Dopo una ricerca durata quattro anni si è arrivati a proporre un’evoluzione di caricamento, traslazione e movimentazione delle polveri, con un risultato estetico completamente diverso. Lavorando a tutto impasto, con delle polveri, in fase di pressatura e caricamento della pressa, la LB propone un discorso estetico nuovo, mai realizzato prima. Non più l’imitazione delle pietre naturali: “Format 206” è un sistema d’alimentazione pressa che consente la realizzazione di prodotti con disegni geometrici, forme curvilinee e questo per riscoprire una tradizione prettamente ceramica, magari prendendo ispirazioni dallemarmette 20x20 realizzate a mano. Sostanzialmente si tratta di una nuova tecnica che permette di aprire, per il mondo del porcellanato, un “filone” estetico completamente nuovo, presentato in un momento come questo dove c’è “voglia” di andare oltre all’imitazione delle pietre, di abbandonare il minimalismo.
Da un punto dell’inventiva e della creatività, permette anche di fare qualunque cosa: c’è la possibilità di caricare all’interno dello stampo degli strati di smalti per l’impasto e dare colori al porcellanato tecnico che non ha mai avuto. Uno dei suoi limiti, infatti, era determinato dalla mancanza del colore: non a casosi andava sui grigi, neri. Oggi esistono materiali diversi, creati dai colorifici, che si possono applicare nelle presse : “Format 206” permette di applicarli non in modo casuale, distribuendoli in modo mirato, dando la possibilità di ottenere un prodotto di grès porcellanato tecnico con un design innovativo. Geometrie che si ripetono e si affiancano per creare una straordinaria tridimensionalità; linee curve e motivi floreali che rimandano a forme classiche, eleganti, eterne. Oppure, l’arte contemporanea, con le sue linee, coloriesaltatidalla più avanzata tecnologia ceramica.