Il dettaglio della trama tessile, la descrizione di linee che spaziano dall’ortogonale all’arabesco. Il tutto possibile su piastrelle di ceramica. E’ qui l’ultima evoluzione di LB grazie a Format 206, un impianto basato su un esclusivo sistema brevettato di stampi a matrice variabile.
“ Fino ad ora – nota Erminio Guiducci, direttore marketing di LB – ci si è mossi nella direzione dell’imitazione delle pietre naturali”. Un risultato già possibile con il Format 201, sempre di LB, in produzione dal 2002. La tecnica non cambia: un alimentatore pressa costituito da una serie di stampi mobili su cui vengono via via adagiate le polveri ceramiche secondo uno schema predeterminato, quindi il pre-compattamento del composto e il transito in pressa per ottenere il prodotto finito.
Con la nuova versione, però, LB propone ai produttori ceramici qualcosa di radicalmente diverso, rispetto all’estetica del prodotto finito: il Format 206 infatti, grazie a un innovativo sistema di caricamento delle polveri permette di trasferire allo stampo pressa un soffice nel quale i colori sono distribuiti in modo tale da formare disegni geometrici, linee rette e curve e altre forme estetiche anche estremamente complesse.
Grazie al differente sistema di caricamento delle polveri, che si depositano ad ogni stazione di lavoro su un contenitore in lega leggera, si possono ottenere disegni ad effetto tridimensionale, superfici arabesche, che imitano il tessuto, o ricalcate sul moderno design e – cosa fino a ieri impensabile – sui più vivaci colori dell’arte contemporanea. La scommessa di LB, un’evoluzione del gusto del cliente verso uno stile più vivace, con il contemporaneo recupero di un’estetica classica che comprende ogni tipo di effetto decorativo, dalle trame delicate ai colori e alle forme che fanno parte a pieno titolo della storia dell’arte.
“ Ragioniamo sempre di prodotti tecnici “full body” – precisa Guiducci – e non solo smaltati: offriamo un prodotto di altissimo livello, per un mercato di gamma alta”. Il trend setter outlook dell’azienda di Fiorano è di uscire dalla logica del "minimalismo”, che comportava la mera imitazione delle sfumature e dei colori – piuttosto “spenti” – della pietra naturale. Una logica che, secondo LB, era viziata non poco dalla tecnologia disponibile, che non permetteva di discostarsi troppo dai colori e dalle decorazioni della pietra naturale, quali, ad esempio, le varietà dei marmi e dei graniti. “Il rosso vivo – nota Guiducci – per esempio, era fino a ieri impossibile da riprodurre su grès. Ora questo si può fare grazie alla nuova tecnologia di alimentazione pressa, ma anche, bisogna ricordarlo, grazie ai materiali molto più ricchi messi a punto dai colorifici”.
Il Format 206 per il momento è un prototipo che si trova nei laboratori LB. “Abbiamo sottoposto – rivela Giuducci – alcuni campioni di gès porcellanato decorato con questa nuova tecnica ad alcuni nostri clienti, dove il prodotto è stato molto apprezzato: le nuove forme estetiche sono state notate in modo particolare dagli architetti. Ora il progetto è in fase operativa: se ci sarà una buona risposta da parte dei clienti, ci aspettiamo i nuovi materiali sul mercato tra non più di sei mesi”. Il target, spiega il direttore marketing LB, sono ragionevolmente le aziende già avviate con una solida presenza sul mercato: non per sostituire la produzione tradizionale, precisa LB, ma per offrire ai clienti qualcosa di nuovo, in un mercato dove – come evidenziato dalle ultime due edizioni del Cersaie – la concorrenza è particolarmente agguerrita, e dove c’è continua richiesta di prodotti innovativi e altamente personalizzati .
La nuova tecnologia può essere costituita da un numero variabile di stampi e di stazioni di lavoro: grazie al disareatore inserito in linea, la grafica della piastrella può essere fissata prima della pressatura finale. I prodotti possono essere realizzati in versione liscia, lappata o levigata, unendo gli elevati standard tecnici del grès porcellanato ad un’estetica che permette il massimo grado di personalizzazione, in funzione delle specifiche esigenze produttive. “Quelli che abbiamo proposto al Tecnargilla – rileva Giuducci – sono infatti solo esempi: il prodotto può essere decorato a piacimento del cliente”.
La nuova tecnologia LB costituisce dunque il primo passo di una nuova fase di sviluppo del grès porcellanato tecnico, grazie alle illimitate possibilità di design che offre. Illimitate ma non infinite, certo: da qui le evoluzioni possibili di questa tecnologia che si stanno già sperimentando soprattutto nella direzione del mosaico. “Questo è proprio il nostro nuovo obiettivo: aumentare ulteriormente il grado di definizione in modo da riprodurre su grès il mosaico classico, per passare dal costoso processo di realizzazione del mosaico, che impone di tagliare tutte le tessere e di unirle, ad un prodotto commerciale realizzato in pressa. Per il mondo della lavorazione del mosaico sarebbe una vera rivoluzione”.