La filosofia di LB Officine Meccaniche, leader nello sviluppo di sistemi industriali per aziende ceramiche e non solo, è puntare sulla tecnologia. Con un occhio di riguardo per il Made in Italy, e mediante acquisizioni volte a diversificare l’offerta investendo sul territorio.
Non è raro riscontrare, in aziende dalla lunga storia, la maturazione di un’identità fortissima, riconfermata anziché attutita dalle vicissitudini come spesso accade alle persone. Fantasiosa, dotata di un ingegno probabilmente dovuto alla sua “modenesità”, LB Officine meccaniche nasce a Fiorano Modenese nel 1973 coltivando passioni “rivoluzionarie” in tema di tecnologia. Le sue macchine avanzate assistono ed agevolano negli anni lo sviluppo del distretto ceramico, in parte determinandone le evoluzioni più significative. Ne abbiamo parlato con Ivanno Ligabue, presidente del gruppo con Ermes Bigi.
Signor Ligabue, come nasce LB Officine Meccaniche?
Ci fu un periodo, a Sassuolo, in cui quando ci si trovava al bar chiedendosi cosa fare, scherzosamente si rispondeva “Apriamo una ceramica!”. Noi cominciammo nel 1973 offrendo a queste imprese manutenzione e servizi. Il che ci permise di metter mano alle tecnologie imparando tutto delle tecniche del momento. In seguito l’azienda è cresciuta e da fornitore di servizi si è evoluta in produttore di macchine e impianti.
Quando scoppiò la scintilla del cambiamento?
Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta era tempo di trasformazione nella lavorazione delle materie prime ceramiche. Noi introducemmo alcune importanti novità in questo campo, a volte adattando al mondo ceramico tecniche già utilizzate in altri settori, e fu successo.
Come accompagnaste, poi, le evoluzioni storiche del distretto ceramico?
Pensiamo agli anni ottanta e novanta, in cui la nostra ceramica, da leader mondiale, viene insidiata dalla Spagna e poi dagli altri paesi. E’ il momento di un prodotto nuovo, dalle prestazioni tecniche impensate sino ad allora: il grès porcellanato. Il mondo dell’architettura lo fa suo, e noi siamo lì a garantirglielo. Ma accanto alla tecnicità c’era bisogno di estetica: fu allora che le nostre macchine giocarono un ruolo fondamentale, portando l’estetica del grès alle estreme conseguenze. Si arrivò cioè a simulare, con il grès, le materie più durevoli come le pietre naturali e i marmi.
Una innovazione adottata da un intero sistema. Quanto investite, oggi, in ricerca e sviluppo?
Per noi innovare è vitale, tanto che impieghiamo 10 persone nel nostro laboratorio di ricerca e sviluppo: uno sforzo che nessun competitor è in grado di garantire.
Oggi il Made in Italy deve puntare tutto sul prodotto tecnologicamente avanzato: se qualcuno mi chiede se temo la Cina rispondo con il celebre aneddoto del ladro che, inseguito dalla guardia, alle parole “Si fermi!” risponde “Si fermi lei, che non ha nessuno che la insegue!” L’unico modo per non farsi raggiungere da chi ci insegue è continuare ad investire per accrescere il livello tecnologico dei nostri prodotti.
Quali sono, dunque, le tattiche per “rimanere primi”?
Un esempio: nel 2008 lanceremo un nuovo sistema che modificherà in modo sostanziale i processi produttivi delle piastrelle ceramiche. Vogliamo, insomma, che chiunque desideri affacciarsi alla produzione di ceramiche per essere leader, nel mondo, continui a dover passare da noi.
Nel marketing mix il prodotto rimane la parte più importante?
Ovviamente il prodotto rimane centrale. Ma a differenza di un tempo, da solo non basta più. Se un tempo si puntava tutto sulla vendita, ora è il momento del servizio. Un’azienda che oltre ad un prodotto tecnologicamente all’avanguardia non è in grado di offrire un servizio di alto livello non può rimanere vincente. Anche in questo campo siamo innovativi, poiché la nostra assistenza è supportata da un costante trasferimento di know-how al cliente. Coerentemente con il nostro voler essere fornitori non di macchine ma di tecnologie, le nostre forniture sono sempre completate da un importante trasferimento di know-how. Per questo abbiamo creato LB Training Centre. Non più un semplice laboratorio di ricerca e sviluppo, ma un vero e proprio centro per la formazione a disposizione dei nostri cleinti.
A quali criteri risponde la strategia di acquisizioni che perseguite attualmente?
Con l’acquisizione di Sitec Impianti - Castellarano Officine e Tecnosider abbiamo voluto consolidare la nostra presenza in mercati contigui alla ceramica, diversificando la nostra offerta e acquisendo un sapere tecnologico sempre più in grado di proporre ai clienti soluzioni avanzate e personalizzate. Volevamo inoltre continuare ad investire nelle risorse e nelle professionalità del nostro territorio.
Come sarà il futuro di LB Officine Meccaniche?
Sono previste un’altra acquisizione nel 2008 e, come dicevo, una importante innovazione tecnologica, poi si vedrà. L’importante è avere idee e dimensioni sufficienti per una ricerca tecnologica che ci faccia rimanere sempre “numeri uno”.
L’AZIENDA IN NUMERI
LB Officine meccaniche Spa,
Via Ghiarola Nuova 118/ E-F-G
41042 Fiorano Modenese (Mo)
tel 0536 995111
www.lb.modena.it
CORE BUSINESS: progettazione e realizzazione di macchine, impianti e tecnologia per l’industria ceramica, per la macinazione delle materie prime e per la produzione di premiscelati per l’edilizia.
FATTURATO 2006: 40 milioni di euro
FATTURATO 2005: 35 milioni di euro
FATTURATO 2004: 30 milioni di euro
NUMERO DIPENDENTI: 100
PAESI DI ESPORTAZIONE: tutto il mondo, in particolare Spagna, Sud America, Asia e Medio Oriente
PERCENTUALE EXPORT: circa 60 %
LA “GALASSIA” LB: comprende Sitec Impianti Srl di Sassuolo (Modena), Castellarano Officine Tecnologiche S.p.A. di Castellarano (Reggio Emilia), Tecnosider Automazioni di Scandiano (RE) e Sermat srl di Sassuolo.
CLIENTI ECCELLENTI: Per l'Italia Iris Ceramiche, Marazzi, Coop Ceramica Imola, Gruppo Florim, Atlas Concorde; per l’estero: Porcelanosa in Spagna, R.A.K. negli Emirati Arabi, Kaleseramik in Turchia e White Horse in Estremo Oriente.
CURIOSITA’ : 250 linee di Easy-color System (sistema brevettato di LB per la colorazione a secco di polveri ceramiche) installate nel mondo; 80 macchine Croma (alimentatore presse) vendute nel mondo.