Il mondo LB. Intervista al Presidente Ivanno Ligabue.
Ceramica Informazione n.476 Marzo 2009
Innanzitutto commentiamo una novità: questa intervista appare in anteprima sulla newsletter LB. Perchè avete deciso di dotarvi di questo nuovo strumento di comunicazione?
LB non è un'azienda immediatamente identificabile con un prodotto ben definito: noi non ci posizioniamo sul mercato come produttori di singole macchine o attrezzature. La nostra azienda è molto più articolata i il nostro business è occuparci di processi industriali complessi. Anche per questo diventa assai importante per noi l'informazione: innanzitutto comunicare ciò che facciamo e quello che succede all'interno della nostra azienda, ma anche trasmettere i segnali che riceviamo dall'esterno e che rappresentano gli umori del mercato. A questo proposito cerchiamo di sfruttare tutti i canali possibili e credo che la diffusione via mail e attraverso internet possa aiutarci a illustrare meglio il mondo LB, proprio perchè ci permette di avere un contatto diretto veloce con i nostri clienti. Questo aspetto risulta ancora più importante oggi che non operiamo più solamente nel settore ceramico, ma abbiamo allargato la nostra attività anche ad altri settori quali ad esempio quello edile, per il quale progettiamo e realizziamo impianti per la produzione di adesivi, collanti e premiscelati in genere.
Concluso Tecnargilla, la grande Kermesse dedicata alle tecnologie per l'industria ceramica, quali proposte ha portato LB e quali stimoli ha raccolto all'esposizione riminese?
Devo dire che anche a Tecnargilla, come succede in tutte le esposizioni internazionali, ogni azienda è chiamata non solo a mettere in mostra i propri "muscoli", ma soprattutto a fornire soluzioni innovative per rispondere alle necessità del mercato di riferimento. Anche in questa edizione il gruppo LB ha affrontato l'appuntamento con il mondo della ceramica in modo propositivo, mettendo in campo argomenti di grande attualità come il contenimento degli sprechi e il risparmio energetico. Dicendo risparmio energetico si rischia spesso di generalizzare, tendendo a fare di ogni erba un fascio: carbone, aria, calore, tuttto insieme... noi siamo partiti dall'acqua: eliminare l'acqua dal processo produttivo signigica conseguire già un'importante riduzione dei consumi. Ci sono infatti tre elementi che fanno parte del pacchetto energetico che compone un manufatto ceramico, e questi sono: l'acqua, l'energia elettrica e l'energia termica. La visione industriale che abbiamo portato a Tecnargilla, e che ha generato grande interesse e curiosità presso gli addetti ai lavori, è perfettamente espressa dal claim " The Dry Technology": un processo produttivo completamente a secco che si traduce in un'importante riduzione dei costi di produzione, salvaguardando la qualità del prodotto finito.
"The Dry Technology" sembra essere oggi l'elemento centrale di tutta l'attività LB. E' solo uno slogan o rappresenta una reale filosofia aziendale?
Con il temine DRY potremmo identificare di fatto tutta la nostra attività industriale, in qualunque ambito venga richiesto un progetto impiantistico LB. Il nostro mestiere, infatti, consiste nella progettazione di tecnologie dedicate al trattamento di materie prime e polveri impiegate in diversi settori industriali, e le nostre sono quasi esclusivamente soluzioni tecnologiche a secco. Nello specifico del settore ceramico "The Dry Technology" racchiude tre fasi distinte del processo produttivo: la macinazione degli impasti, la colorazione delle polveri e la decorazione alla pressa. Tutti questi processi vengono realizzati a secco, senza l'utilizzo di acqua o di altri liquidi. Macinazione a secco significa preparazione dell'impasto senza utilizzo dell'atomizzatore. Dal punto di vista energetico l'impiego dell'atomizzatore equivale a cuocere la piastrella due volte: l'energia termica espressa per preparare l'impasto è pari a quella impiegata per cuocerlo. Non possiamo più permettercelo. Il contenimento dei costi produttivi può partire da qui. Ma la nostra visione vuole andare oltre. L'obiettivo è fornire un sistema completo, un percorso che arrivi a coprire tutte le fasi salienti della produzione. Per questo motivo, oltre alla macinazione delle materie prime, proponiamo la colorazione delle poveri sempre per via secca, attraverso una tecnologia LB già consolidata per le polveri atomizzate dedicate alla produzione di gres porcellanato tecnico smaltato. La terza e ultima fase del processo prevede la decorazione del pezzo ceramico in fase di pressatura. Anche questa per via secca, grazie all'utilizzo dei sistemi di alimentazione pressa LB. A questo proposito vorrei ricordare che nel corso di Tecnargilla 2008 i visitatori hanno potuto verificare il risultato di questa filosofia produttiva, toccando con mano alcuni prodotti realizzati completamente a secco, tra i quali spiccavano materiali in gres porcellanato tecnico con uno straordinario effetto Travertino ottenuto grazie al nostro sitema di alimentazione CROMA.
Si dice che la decorazione a secco sia ancora in una fase sperimentale e che i risultati ottenuti per questa via non sempre reggano il confronto con i sestemi di decorazione tradizionali. Come risponde la vostra azienda e quali progetti mette in campo?
Credo che i risultati raggiunti grazie al nostro sistema di alimentazione CROMA siano già una prima risposta a questa domanda. Quattro anni fa, quando abbiamo lanciato il progetto di questo nuovo alimentatore, intendevamo realizzare uno strumento che costituisse una sintesi di tutte le nostre esperienze precedenti. Un sistema completo e versatile, mediante il quale realizzare molte e diverse famiglie di prodotti, per permettere ad ogni operatore di ottenere pezzi unici e personalizzati. Possiamo dire che il Croma rappresenta oggi la tecnologia di decorazione alla pressa più avanzata e diffusa e questo è già un motivo di grande soddisfazione per noi. E' però ovvio che vi siano ancora alcuni limiti di definizione grafica rispetto a quanto ottenibile con tecniche a umido in linea. In realtà oggi stiamo già lavorando alla messa a punto di una tecnologia di decorazione a secco che abbiamo buoni motivi di credere supererà i limiti delle tecnologie serigrafiche e le difficoltà tecniche dei sistemi digitali oggi disponibili sul mercato. Uno strumento che garantirà risultati eclatanti e massima personalizzazione del prodotto. Chi opera nel settore e sta leggendo queste mie parole, credo possa intuire la portata di queste affermazioni. Oggi quasi tutti i prodotti sono facilmente imitabili. Noi stiamo lavorando per mettere i nostri clienti nella condizione di realizzare pezzi ceramici originali, di straordinario valore estetico e non riproducibili con altre tecnologie.
Abbiamo parlato di ricerca e tecnologia. A questo proposito che importanza attribuisce alle risorse umane e alla loro formazione? Esistono oggi scuole in grado di istruire tecnici aggiornati e preparati, e quindi appetibili per il distretto ceramico italiano?
La nostra azienda ha sempre cercato di produrre innovazione. La formazione tecnica degli uomini LB molto spesso è maturata sul campo, operando a fianco dei nostri clienti. Oggi probabilmente questo non è più sufficiente, le nouve sfide del mercato richiedono che le aziende siano affiancate da istituti di formazione e centri di ricerca. Scuole e Università dovranno recitare un ruolo molto più importante. Si dovrà ricorrere a tecniche e saperi mutuati da settori industriali notoriamente più avanzati. Solo così potremo assistere ad una vera evoluzione del sistema ceramico, magari spostando i confini di utilizzo dei materiali che hanno reso famoso il nostro comprensorio in tutto il mondo. Non dimentichiamoci poi che il Made in Italy è un concetto che esercita ancora un notevole fascino, e può essere di aiuto non solo per chi opera nei settori della moda o del design. La meccanica italiana merita di ritornare agli splendori che le intuizioni di alcuni pionieri hanno concesso al nostro sistema industriale e che soltanto la fiducia nelle giovani leve potrà risvegliare.