Quando architettura e ingegneria uniscono le loro esperienze applicandole alla ricerca di soluzioni innovative, il materiale con cui prima o poi si trovano a dover fare i conti è il gres porcellanato. Pavimentazioni e rivestimenti, per interni ed esterni, destinati all’edilizia civile e industriale, se devono coniugare resistenza all’abrasione e alle sollecitazioni meccaniche con la compattezza e l’inalterabilità nel tempo incontrano nel gres porcellanato l’unico elemento in grado di fornire la risposta più soddisfacente anche alla richiesta più ambiziosa.
E di questo fatto ne è ben conscia la LB di Fiorano Modenese, azienda leader nella progettazione e realizzazione di linee produttive per il gres porcellanato. In questi anni la ricerca LB ha sviluppato tecnologie sempre più sofisticate, brevettando sistemi per la preparazione e il trattamento delle polveri, privilegiando i procedimenti a secco, in un’ottica di contenimento degli sprechi e di riduzione dell’impatto ambientale.
Sollecitati dalle richieste di un mercato in continua evoluzione, vincolato all’alternanza di mode e tendenze, e che deve anche misurarsi con la crescita dei costi di produzione e la progressiva diminuzione delle fonti energetiche, gli operatori del comparto ceramico più sensibili, in questi ultimi anni, hanno raccolto la sfida investendo le loro energie migliori nella ricerca, nella sperimentazione e, infine, nella realizzazione di impianti in grado di soddisfare le proprie esigenze produttive, nel rispetto degli equilibri ambientali e con particolare attenzione al risparmio energetico.
L’acqua è l’elemento principale della nostra sopravvivenza. Il nostro corpo è composto per oltre il 60% d’acqua e la vita nasce, si sviluppa e prospera in quelle regioni del mondo dove fiumi e laghi possono garantire l’approvvigionamento costante di questo liquido prezioso. La mancanza di acqua ha costretto intere popolazioni a spostarsi verso territori più fertili e ha decretato l’estinzione di alcune specie animali e vegetali.
Nel recente rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), si evidenzia una situazione allarmante delle condizioni igienico sanitarie e dell’alto tasso di malnutrizione in cui versano le popolazioni che vivono in gran parte nelle zone in via di sviluppo, a causa della carenza di acqua. Il Rapporto chiede che l’accesso all’acqua di almeno 20 litri giornalieri, per ogni essere umano, diventi un diritto fondamentale.
Diventa quindi importante prestare attenzione a un utilizzo ragionato di questo elemento vitale, contenendo gli sprechi e razionalizzandone l’impiego nei settori agricoli e industriali.
L’industria ceramica sta guardando sempre con maggior interesse alle tecnologie a secco, in una logica di razionalizzazione delle risorse, per ovviare ad una serie di costi legati all’utilizzo dell’acqua all’interno del ciclo produttivo, ma soprattutto perché, grazie all’evoluzione portata negli ultimi anni da aziende come LB, il risultato tecnico e estetico del prodotto realizzato a secco ha raggiunto traguardi impensabili soltanto qualche anno fa.
Per LB il concetto di secco è una scelta portante e la maggior parte del lavoro svolto dai reparti dedicati alla ricerca e allo sviluppo delle nuove tecnologie è orientato al contenimento dei costi di produzione attraverso il contenimento dell’impiego di materie prime. E l’acqua è indubbiamente una materia prima. Pensare una linea di produzione per la realizzazione di gres porcellanato che preveda la preparazione e la colorazione degli impasti a secco, significa fare una scelta di campo che permette, alle aziende che adottano questi sistemi, di operare con maggior flessibilità, utilizzando impianti più semplici, e che quindi necessitano di meno manutenzione, realizzando prodotti assai più competitivi.
Il processo di colorazione per via secca degli impasti, ideato da LB e protetto da brevetto internazionale, rappresenta in questa logica una delle innovazioni più significative attuate negli ultimi anni nella produzione ceramica. Questo processo si ottiene rivestendo i granuli di polvere atomizzata con uno strato di pigmento colorante in dosi calibrate. Le polveri così mescolate passano attraverso uno speciale miscelatore che garantisce la perfetta adesione del pigmento alle particelle di atomizzato. Il prodotto finale risulta pertanto perfettamente omogeneo e colorato in totale assenza di acqua.
Se a una linea per la colorazione delle polveri atomizzate, aggiungiamo un alimentatore pressa di ultima generazione, otteniamo una linea di produzione innovativa per la realizzazione del gres porcellanato. Su questo fronte LB è riuscita a combinare il meglio della propria tecnologia, unendo due sistemi in un'unica linea di produzione, dando vita a CROMALINE.
CROMALINE nasce dalla combinazione della linea Easy Color – sistema più che collaudato per la colorazione delle polveri atomizzate – con un alimentatore pressa Croma – un sistema di alimentazione che ha già dato prova delle sue eccezionali prestazioni all’interno di aziende ceramiche operanti in tutto il mondo.
Grazie a CROMALINE è possibile produrre qualsiasi tipologia di gres porcellanato, sia tecnico che smaltato, garantendo infinite varianti estetiche ed elevate rese produttive, con costi di produzione assolutamente competitivi.
Dal punto di vista impiantistico, CROMALINE consente di operare su linee più compatte rispetto ai sistemi tradizionali. Il sistema di colorazione in continuo Easy Color permette di ridurre il numero di silos dedicati allo stoccaggio degli atomizzati, così come Croma consente l’utilizzo di un unico alimentatore per assecondare le varie esigenze produttive. Inoltre, la possibilità di alternare vari sistemi di dosaggio sulla medesima linea, consente di alimentare lo stampo pressa con polveri di granulometria variabile a seconda degli effetti estetici finali che si vogliono ottenere. Il prodotto realizzato con CROMALINE, in ultimo, non necessita di lavorazioni di finitura superficiale successive alla fase di pressatura per evidenziare le proprie caratteristiche estetiche.
CROMALINE significa compattare la maggior parte dei processi precedenti la fase di pressatura su un'unica linea, con un immediato vantaggio in termini di spazio fabbrica e di impiego di personale, oltre che con un’ottimizzazione dell’utilizzo delle materie prime impiegate.
Il maggior vantaggio offerto dall’utilizzo della linea CROMALINE è certamente la flessibilità produttiva. CROMALINE consente, infatti, di produrre la giusta quantità di prodotto, utilizzando la giusta quantità di materiale, evitando inutili sprechi non solo in termini di materie ed energie, ma soprattutto di spazi. Produrre just in time significa non dover più gestire le giacenze e le code di produzione, e il costo finale del prodotto risulterà ancor più competitivo, perchè decurtato anche dei costi di gestione magazzino e logistica.
In conclusione, la semplicità di impiego, la flessibilità e la molteplicità di prodotti realizzabili, la razionalizzazione dei costi di produzione, il risparmio energetico e di risorse primarie - come acqua ed energia - diventano fattori determinanti nella scelta di una linea di produzione che da un lato contenga sempre di più i costi, e dall’altro mantenga vigile l’attenzione sugli effetti di una certa industrializzazione obsoleta sull’ambiente. Se è vero, come dice quell’antico adagio indiano, che il nostro pianeta non l’abbiamo ereditato dai nostri padri, bensì l’abbiamo ricevuto in prestito dai nostri figli, investire in tecnologie che risparmiano acqua può essere un suggerimento dettato dal buonsenso oggi, ma una scelta quasi obbligata nelle pianificazioni industriali che verranno.